venerdì, 16 maggio 2008,12:42
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO COMUNI DI ARDEA E POMEZIA

 ++ACQUA, SOSPESA FORNITURA IDRICA PER DOMENICA++
A seguito di indispensabili lavori per la realizzazione del deposito tranviario 'Graniti' a servizio della linea della metropolitana 'C' del Comune di Roma, l'Acea Ato 2 ha disposto la sospensione del servizio di erogazione dell'acqua per tutta la giornata di domenica 18 maggio nei Comuni di Ardea e Pomezia.
Le due amministrazioni comunali invitano i cittadini a provvedere per gli adeguati rifornimenti e a mantenere chiusi i rubinetti durante il periodo di sospensione per evitare inconvenienti alla ripresa del flusso.
Il Comune di Pomezia ha altresì provveduto a disporre un servizio di rifornimento idrico con l'installazione di 13 serbatoi ausiliari da 5.000 litri ciascuno di acqua potabile disposti sul territorio: Pomezia centro in piazza San Benedetto da Norcia, Zona 167 in largo Brodolini; Zona Sedici Pini – Colli di Enea; Località Martin Pescatore sul piazzale della Parrocchia; Torvaianica sud in via Polonia; Torvaianica centro in piazzale Kennedy; Torvaianica nord in via Pola altezza Grattacieli; Località Campo Ascolano in via Lago Maggiore angolo Viale Po.
Inoltre a servizio degli esercenti commerciali saranno installati
(via Danimarca, piazzale Campo Sportivo; lungomare delle Meduse (altezza Corsetti); lungomare delle Sirene (altezza via lago Maggiore); piazza Italia.
I volontari della Protezione civile vigileranno sul corretto uso dei serbatoi.
Il Comune di Ardea avvisa invece che è stato predisposto un approvvigionamento idrico di emergenza per piccoli rifornimenti di acqua potabile che sarà attivo dalle ore 7 alle 24 nel centro storico di Ardea (Via Lazio:, nella fontanella pubblica presso la scuola elementare) e a Tor San Lorenzo (Viale Marino, con alcune fontanelle presso il 'fungo', il serbatoio pensile del quartiere). Per informazioni è possibile contattare il 'Pronto intervento Idric@' al numero 348.4141469 e il Pronto intervento della polizia municipale di Ardea al numero 06.9135959.
giovedì, 20 marzo 2008,07:57
Questa mattina raccolta di carta e plastica.
Un trionfo !
Ormai tutti espongono i bidoncini ed i sacchi.
L'adesione al servizio di Raccolta Porta a Porta è pressoché totale.

Un'unica considerazione: Produciamo troppa plastica. Dovremmo cercare di ridurre questo tipo di rifiuto (anche se è riciclabile) alla fonte.

Stop alle acque minerali in bottiglia di plastica (beviamo l'acqua del sindaco, oppure spingiamo per l'installazione di una fontana del futuro), stop ai super imballaggi, stop alle confezioni usa e getta.....

E' questo l'obiettivo che dobbiamo avere in mente.
venerdì, 30 novembre 2007,09:00

Ripubblicizzare l’ACQUA, difendere i BENI COMUNI!
1 dicembre MANIFESTAZIONE NAZIONALE

1 DICEMBRE 2007

ROMA

con ritrovo ore 14.30 Piazza della Repubblica

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA, DIFENDERE I BENI COMUNI!

MORATORIA SUBITO CONTRO TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI!

IMMEDIATA APPROVAZIONE DELLA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE!

UNA GRANDE OPERA PUBBLICA : RISTRUTTURARE LE RETI IDRICHE!

GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA DAI LAVORATORI E DALLE COMUNITÀ LOCALI!

Siamo donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’ Acqua.
Insieme abbiamo raccolto più di 400.000 firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.
La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa e’ il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che vuole fermare i processi di privatizzazione portati avanti in questi anni dalle politiche liberiste, che reclama il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritti umano universale da sottrarre alle logiche del mercato e del profitto, che lotta per ottenere la ripubblicizzazione del servizio idrico e la sua gestione democratica e partecipativa.

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale l’1 dicembre per rendere ancora più visibile questa volontà e per mettere al centro gli obiettivi che intendiamo sostenere in questa fase della nostra iniziativa.

Chiediamo a tutte le realtà impegnate nelle lotte e nei territori per la difesa dei beni comuni e dei diritti sociali di considerare l’appuntamento del 1 dicembre uno spazio aperto dentro il quale intrecciare le rispettive esperienze nel filo comune della costruzione dell’altro “mondo possibile”.

CHIEDIAMO CHE LA DISCUSSIONE SULLA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE PROCEDA SPEDITAMENTE FINO ALLA SUA DEFINITIVA APPROVAZIONE

La discussione in Parlamento deve procedere senza indugi, essere aperta e partecipata dalle esperienze e dalle vertenze in corso e finalizzata ad approvare i punti di fondo della nostra proposta: tutela e pianificazione della risorsa idrica, ripubblicizzazione del servizio idrico e suo governo partecipato, intervento della fiscalità generale per garantire a tutti il quantitativo minimo vitale e per finanziare una parte degli investimenti, provvedimenti di solidarietà internazionale.

CHIEDIAMO UN PROVVEDIMENTO URGENTE DI MORATORIA SUGLI AFFIDAMENTI DEL SERVIZIO IDRICO E CHE LA LEGGE FINANZIARIA CONTENGA PROVVEDIMENTI PER IL RISPARMIO IDRICO E LA RISTRUTTURAZIONE DELLE RETII

Nei giorni scorsi il Senato, sulla base della nostra iniziativa, ha approvato nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria il provvedimento di moratoria dell’affidamento dei servizi idrici per un anno. Ora esso passa all’esame della Camera , che deve, secondo noi, votare rapidamente allo stesso modo, approvando così definitivamente la moratoria.
La legge Finanziaria deve inoltre intervenire con provvedimenti che pongano al centro l’acqua come bene comune e siano finalizzati al risparmio della risorsa attraverso:
a) l’incentivazione del risparmio idrico in agricoltura (passaggio a sistemi di irrigazione a minor consumo di acqua) nell’industria e negli usi domestici (obbligatorietà di reti duali e sistemi di recupero dell’acqua piovana);
b) l’istituzione di un Fondo nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche, dotato di adeguate risorse, in grado di intervenire sulla situazione non più sopportabile delle perdite e degli sprechi.

LOTTARE PER L’ACQUA PUBBLICA SIGNIFICA ANCHE BATTERSI PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI E CONTRO LA LORO MERCIFICAZIONE

Siamo impegnati per ottenere che l’acqua sia considerata bene comune e sottratta alle logiche del mercato.
Vogliamo nello stesso tempo affermare con forza che la nostra battaglia per l’acqua è anche battaglia per tutti i beni comuni - dall’energia ai rifiuti, dal territorio all’abitare, dalla salute all’istruzione, dalla conoscenza alla sicurezza sociale- e parla e sostiene tutte le lotte che in questi anni si sono sviluppate in loro difesa.
La nostra manifestazione vive e vuole dare forza a tutte quelle vertenze territoriali che si sono battute per sottrarre i beni comuni naturali e sociali al predominio della logica del mercato e per affermare un nuovo protagonismo e volontà di contare da parte delle comunità locali.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
www.acquabenecomune.org
giovedì, 12 luglio 2007,09:45
Acqua POPNe avevo già parlato qui.
Chi è d'accordo all'installazione di una fontana di questo tipo nel nostro quartiere ?

Acqua.POP è una fontana pubblica per l'erogazione ai cittadini di acqua della rete idrica: liscia, gasata ed eventualmente raffreddata. Unisce agli effetti positivi delle antiche fontane come luogo di aggregazione e socialità, i benefici ottenibili da sistemi moderni di trattamento ed erogazione dell'acqua, rinnovandone il senso e il valore come strumenti per lo sviluppo sostenibile. Ogni struttura è realizzata per integrarsi nell'ambiente di collocazione e promuovere l'uso dell'acqua di rete da parte dei cittadini, valorizzandone le caratteristiche di qualità e sicurezza. E’ opportuno inserire acqua.POP in un più ampio progetto di riqualificazione urbana, permettendo così che al valore ambientale del servizio offerto dalla fontana possa unirsi quello sociale facendo diventare il luogo punto di aggregazione sociale.

Acqua.POP si inserisce nel quadro di azioni volte a consentire ai cittadini l’approvvigionamento di acqua di qualità con contenitori recuperabili per “uscire dalla schiavitù” delle bottiglie usa e getta.

Sul sito www.acquapop.com tutte le indicazioni per avviare un progetto, richiedere un preventivo e consultare cosa è già stato fatto a Castelleone (Cremona).

Sindaco!
Assessori!
Ci siete ?   
Piccole cose, concrete, e
di facile realizzazione. I vantaggi ? ENORMI !
giovedì, 26 aprile 2007,22:15
lunedì, 05 marzo 2007,12:49

Copiato cosi com'e' dal blog di Marco Boschini che ringrazio.


Entro il 2007 voglio pubblicare un post come questo riferito al nostro territorio.

L’acqua Comune

5 Marzo 2007

fontanella pubblica

I lavori, al parco di Alice sono già iniziati. L’obiettivo è realizzare un punto distributivo che offrirà acqua potabile, a disposizione gratuita di tutti.

“Progetti alla mano –precisa l’assessore alle politiche ambientali e faunistiche, Rino Pruiti- verrà realizzata una piccola costruzione con tre diversi rubinetti che forniranno, oltre all’acqua naturale, anche l’acqua gassata, refrigerata e non.

Attorno vi sarà un patio dove le persone potranno sedersi. Il provvedimento, che mira a valorizzare la nostra acqua, si inserisce nell’ambito del progetto di arredo deciso per l’area a verde“.

L’intervento è curato, per conto del Comune, dalla Tasm spa, che si occupa di gestire il ciclo dell’acqua in diversi centri della zona.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco (MI)
Per informazioni: 02.48.601.721
buccinasco@ctrcomunicazione.it

www.comune.buccinasco.mi.it

mercoledì, 17 gennaio 2007,07:54

Grazie alla segnalazione di ANDREA:
www.pomezia.splinder.com

Il giorno 30 gennaio alle ore 18.30 presso la sede del PRC di Pomezia, in Via Catullo, 60 ci sarà la prima riunione per la costituzione del comitato locale per la raccolta firme nell’ambito della “Campagna Acqua Pubblica”.

L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.

Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Si prevede che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi. Il principale responsabile di tutto ciò è il modello neoliberista che ha prodotto una enorme disuguaglianza nell’accesso all’acqua, generando oltretutto una sempre maggior scarsità di quest’ultima, a causa di modi di produzione distruttivi dell’ecosistema. E tuttavia, le pressioni ai diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al cosiddetto libero mercato della gestione della risorsa idrica, continuano imperterrite e travalicano trasversalmente le diverse culture politiche ed amministrative.

Per questo affermiamo che arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assume, nel XXI secolo, sempre più le caratteristiche di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, che chiede a ciascuno di valutare i propri atti, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni viventi e future.

Le istituzioni economiche, finanziarie e politiche che per decenni hanno creato il degrado delle risorse naturali e l’impoverimento idrico di migliaia di comunità umane oggi dicono che l’acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione.

Noi sappiamo che non è così. Dopo decenni di ubriacatura neoliberista, gli effetti della messa sul mercato dei servizi pubblici e dell’acqua dimostrano come solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future.

In questa battaglia, insieme globale e locale, è ormai largamente diffusa la consapevolezza delle popolazioni riguardo alla necessità di non mercificare il bene comune acqua e non esiste quasi più territorio che non sia attraversato da vertenze per l’acqua. Le lotte per il riconoscimento e la difesa dell’acqua come bene comune hanno acquisito in questi anni una rilevanza e una diffusione senza precedenti, assumendo anche nuovi significati ed approfondimenti.

Da una parte, le lotte contro la privatizzazione e per il diritto d’accesso all’acqua e alle risorse naturali sono state il motore di cambiamenti sociali e politici epocali in un continente come l’America Latina (basti pensare alla Bolivia che oggi, primo paese al mondo, ha un Ministro per l’Acqua o all’Uruguay che ha deciso, attraverso referendum, di inserire l’acqua come diritto umano e bene comune nella Costituzione) e in diverse aree geografiche planetarie (prima fra tutte, la lotta delle donne e dei contadini indiani contro le dighe del Narmada); dall’altra, le lotte per l’acqua tendono sempre più a divenire strumento di costruzione di pace contro la guerra globale, oggi sempre più determinata dalla competizione per il controllo delle risorse naturali strategiche, di cui l’acqua è la più importante.

Anche nel nostro Paese l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società.

E’ un percorso che parte da lontano. Nel 2003, dichiarato dall’ONU Anno mondiale dell’acqua, proprio a Firenze si svolse il Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua che, ispirandosi al concetto di acqua come bene comune necessario alla vita, bocciò le politiche fondate sulla trasformazione dell’acqua in merce, anche mediante l’introduzione del cosiddetto “partenariato pubblico-privato”, chiedendone con forza la proprietà e la gestione pubblica come garanzia di libero accesso per tutti.

Da allora sono state decine e decine le vertenze che si sono aperte nei territori contro la privatizzazione dell’acqua e per un nuovo governo pubblico e partecipato della stessa: dall’Abruzzo alla Sicilia, dalla Campania alla Lombardia, dal Lazio alla Toscana, dove nel 2005 sono state raccolte più di 43000 firme in calce ad una legge regionale di iniziativa popolare.

La necessità di mettere in rete e collegare fra loro queste diverse esperienze, unita alla consapevolezza che per poter produrre un cambiamento effettivo occorreva costruire sull’acqua una vertenza di dimensione nazionale, sono state il terreno di coltura che ha permesso nel marzo 2006 l’effettuazione a Roma del primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, cui hanno partecipato centinaia di realtà territoriali e decine di reti nazionali, associative, sindacali e politiche.

Il Forum, attraverso i suoi seminari, ha messo a fuoco l’intera questione acqua, dagli aspetti di politica globale a quelli territoriali, dalla tutela della risorsa alla sua gestione, dalla critica delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni alla ricerca di nuovi modelli di pubblico basati sulla democrazia partecipativa.

Con un’ importante conclusione condivisa: la necessità di un cambiamento normativo nazionale, che segnasse una svolta radicale rispetto alle politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione. Provocando dappertutto: degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei finanziamenti per gli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia. Ovvero, il totale fallimento degli obiettivi promessi da una martellante campagna di promozione comunicativa in ordine ai benefici della privatizzazione e del cosiddetto partenariato pubblico-privato - maggiore qualità, maggiore economicità, maggiori investimenti- che, alla prova dei fatti si sono dimostrati totalmente inconsistenti.

Nel frattempo, il cambiamento realizzatosi con le elezioni politiche dell’aprile 2006 ha portato al governo la coalizione dell’Unione che, nel suo programma contiene il principio del mantenimento nelle mani pubbliche della proprietà e della gestione del servizio idrico integrato. Un importante passaggio, frutto anche della mobilitazione sociale che in questi anni ha reso cultura di massa l’idea dell’acqua come bene comune non mercificabile. Proprio perché tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, le realtà territoriali e le reti nazionali che hanno promosso il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno deciso di darsi e di fornire al Paese uno strumento normativo che disegni il quadro della svolta auspicata: una proposta di legge d’iniziativa popolare con gli obiettivi di tutela della risorsa e della sua qualità, di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, di gestione dello stesso attraverso strumenti di democrazia partecipativa.

Per tali motivi crediamo importante creare anche a Pomezia un comitato locale che oltre a raccogliere firme per questa campagna costituisca un punto di informazione verso tutti i cittadini sulla difficile tematica dell’acqua bene comune.


Info: Andrea - 3395799057 - andrea_35@libero.it | Diego - 3287670740 - dedo_24@inwind.it
http://pomezia.splinder.com

venerdì, 03 novembre 2006,08:17
Si! Sconfiggere la pigrizia.
La pigrizia di una classe dirigente Italiana abituata ad amministrare il quotidiano senza immaginare il futuro.
Per fortuna ci sono amministratori che invece riescono a pensare a nuovi modelli di sviluppo basati sulla sobrietà e sul buon senso.
Dal milione e mezzo di euro all’anno di risparmio sulla “bolletta energetica” del Comune di Padova all’introduzione degli acquisti verdi del Comune di Reggio Emilia, dal progetto “Cambieresti?” di Venezia al regolamento di bio-edilizia di Carugate, dall’80% di raccolta differenziata porta a porta del Comune di Montebelluna ai guardiani della luce del liceo ambientale di Laveno.
Questi i primi numeri del primo “Festival della decrescita felice“, promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi gli scorsi 27, 28 e 29 ottobre 2006, presso la splendida cornice della Reggia Ducale di Colorno (PR)

Il festival ha dimostrato con le parole e i numeri dei testimoni diretti quanto l’Associazione dei Comuni Virtuosi sostiene ormai da tempo: intervenire a favore dell’ambiente conviene e si ripaga con l’efficienza energetica stessa.
Lo slogan è: tu guadagni, risparmia l’ambiente!


Qui -->  http://www.comunivirtuosi.org/index.php?prj=1&realize=1 tutti i progetti realizzati.

Ce la farà Pomezia a diventare un Comune Virtuoso ?
giovedì, 19 ottobre 2006,15:09

Ho installato dei riduttori di flusso come questo circa 6 mesi fa.
Contemporaneamente ho dotato le cassette di scarico  di doppio tasto.
Beh! in sei mesi il consumo di acqua, e quindi la bolletta, della mia famiglia (tre persone) si e' ridotto del 35% circa.

Ma tantissimi sarebbero gli accorgimenti che si potrebbero fare per risparmiare acqua.
Alcuni comuni, in collaborazione con le società di distribuzione idrica stanno già provvedendo a distribuire gratuitamente agli utenti i riduttori di flusso.
Nell'attesa che anche il nostro comune si attivi in tal senso, potremmo con pochi Euro di investimento risparmiarne molti di più. L'ambiente ringrazierebbe.