mercoledì, 31 gennaio 2007,08:15
A partire da Febbraio, la compagnia olandese Edupaper  darà il via, al Bonnefantencollege di Maastricht - Olanda, ad un progetto rivoluzionario:
Agli studenti, verra' distribuito un iLiad , un ebook reader dal peso di circa 390 grammi che conterrà tutti i libri di testo su cui studiano durante il corso dell'anno (saranno piu' di 10 Kg di carta?)
L'iLiad utilizza la nuova tecnologia E-Ink.
E' una tecnologia nuova e si potrebbe pensare di avviare una sperimentazione anche nelle scuole del nostro territorio. Con un bassissimo investimento! Come ?
Penso che le società che stanno introducendo questa tecnologia, la iRex appunto, ma anche la Sony, sarebbero ben disponibili di fornire i lettori e tutto il supporto possibile pur di sponsorizzare il lancio dei loro prodotti.
L'idea è ottima! Chi è pronto a coglierla ?

P.S.
Qualcuno ci ha già pensato! Si tratta di Antonio Tombolini 
che ha sicuramente le idee molto chiare sul futuro di questa tecnologia.
A questo punto se l'assessore Barone vuole ha molte strade da percorrere e qualcuno da interpellare.
Saluti a tutti


giovedì, 18 gennaio 2007,15:16
Io la butto !
E se Pomezia aderisse ?

Per il terzo anno consecutivo Caterpillar lancia per il 16 febbraio 2007 M’illumino di meno, la giornata nazionale del risparmio energetico, quest’anno diventata internazionale.
Dopo il successo delle passate edizioni Massimo Cirri e Filippo Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta.

L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 16 febbraio 2007 alle ore 18.

Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all’opinione pubblica come un altro utilizzo dell’energia sia possibile.

In particolare, moltissimi ristoranti organizzeranno cene a lume di candela, mentre le amministrazioni locali forniranno il colpo d’occhio più spettacolare all’iniziativa effettuando spegnimenti simbolici delle grandi piazze italiane e dei monumenti più importanti (negli anni scorsi ad esempio l’Arena di Verona, il Duomo di Milano, la Mole Antonelliana di Torino, Palazzo Vecchio a Firenze, le piazze di Catania, Bari, Bologna, Palermo e tante altre).

Sul bottone Chi ha aderito qui a lato sono segnalate le iniziative più interessanti, come esempi che possono essere riprodotti da altri.

Nelle due precedenti edizioni M’illumino di meno ha contagiato centinaia di migliaia di persone impegnate in una allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Lo scorso anno si risparmiò, nella sola ora e mezza di durata della trasmissione, l’equivalente del consumo medio quotidiano di una regione come l’Umbria.

La campagna di M'illumino di meno inizierà il 15 gennaio e si protrarrà per un mese fino al 16 febbraioCaterpillar racconterà giorno per giorno le iniziative più originali, la preparazione delle piazze e dei comuni in Italia e all’estero, le idee più innovative di chi propone soluzioni per abbattere il grafico dei consumi energetici.

Quest’anno l’iniziativa è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole.
(anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto).
mercoledì, 17 gennaio 2007,07:54

Grazie alla segnalazione di ANDREA:
www.pomezia.splinder.com

Il giorno 30 gennaio alle ore 18.30 presso la sede del PRC di Pomezia, in Via Catullo, 60 ci sarà la prima riunione per la costituzione del comitato locale per la raccolta firme nell’ambito della “Campagna Acqua Pubblica”.

L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.

Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Si prevede che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi. Il principale responsabile di tutto ciò è il modello neoliberista che ha prodotto una enorme disuguaglianza nell’accesso all’acqua, generando oltretutto una sempre maggior scarsità di quest’ultima, a causa di modi di produzione distruttivi dell’ecosistema. E tuttavia, le pressioni ai diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al cosiddetto libero mercato della gestione della risorsa idrica, continuano imperterrite e travalicano trasversalmente le diverse culture politiche ed amministrative.

Per questo affermiamo che arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assume, nel XXI secolo, sempre più le caratteristiche di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, che chiede a ciascuno di valutare i propri atti, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni viventi e future.

Le istituzioni economiche, finanziarie e politiche che per decenni hanno creato il degrado delle risorse naturali e l’impoverimento idrico di migliaia di comunità umane oggi dicono che l’acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione.

Noi sappiamo che non è così. Dopo decenni di ubriacatura neoliberista, gli effetti della messa sul mercato dei servizi pubblici e dell’acqua dimostrano come solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future.

In questa battaglia, insieme globale e locale, è ormai largamente diffusa la consapevolezza delle popolazioni riguardo alla necessità di non mercificare il bene comune acqua e non esiste quasi più territorio che non sia attraversato da vertenze per l’acqua. Le lotte per il riconoscimento e la difesa dell’acqua come bene comune hanno acquisito in questi anni una rilevanza e una diffusione senza precedenti, assumendo anche nuovi significati ed approfondimenti.

Da una parte, le lotte contro la privatizzazione e per il diritto d’accesso all’acqua e alle risorse naturali sono state il motore di cambiamenti sociali e politici epocali in un continente come l’America Latina (basti pensare alla Bolivia che oggi, primo paese al mondo, ha un Ministro per l’Acqua o all’Uruguay che ha deciso, attraverso referendum, di inserire l’acqua come diritto umano e bene comune nella Costituzione) e in diverse aree geografiche planetarie (prima fra tutte, la lotta delle donne e dei contadini indiani contro le dighe del Narmada); dall’altra, le lotte per l’acqua tendono sempre più a divenire strumento di costruzione di pace contro la guerra globale, oggi sempre più determinata dalla competizione per il controllo delle risorse naturali strategiche, di cui l’acqua è la più importante.

Anche nel nostro Paese l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società.

E’ un percorso che parte da lontano. Nel 2003, dichiarato dall’ONU Anno mondiale dell’acqua, proprio a Firenze si svolse il Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua che, ispirandosi al concetto di acqua come bene comune necessario alla vita, bocciò le politiche fondate sulla trasformazione dell’acqua in merce, anche mediante l’introduzione del cosiddetto “partenariato pubblico-privato”, chiedendone con forza la proprietà e la gestione pubblica come garanzia di libero accesso per tutti.

Da allora sono state decine e decine le vertenze che si sono aperte nei territori contro la privatizzazione dell’acqua e per un nuovo governo pubblico e partecipato della stessa: dall’Abruzzo alla Sicilia, dalla Campania alla Lombardia, dal Lazio alla Toscana, dove nel 2005 sono state raccolte più di 43000 firme in calce ad una legge regionale di iniziativa popolare.

La necessità di mettere in rete e collegare fra loro queste diverse esperienze, unita alla consapevolezza che per poter produrre un cambiamento effettivo occorreva costruire sull’acqua una vertenza di dimensione nazionale, sono state il terreno di coltura che ha permesso nel marzo 2006 l’effettuazione a Roma del primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, cui hanno partecipato centinaia di realtà territoriali e decine di reti nazionali, associative, sindacali e politiche.

Il Forum, attraverso i suoi seminari, ha messo a fuoco l’intera questione acqua, dagli aspetti di politica globale a quelli territoriali, dalla tutela della risorsa alla sua gestione, dalla critica delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni alla ricerca di nuovi modelli di pubblico basati sulla democrazia partecipativa.

Con un’ importante conclusione condivisa: la necessità di un cambiamento normativo nazionale, che segnasse una svolta radicale rispetto alle politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione. Provocando dappertutto: degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei finanziamenti per gli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia. Ovvero, il totale fallimento degli obiettivi promessi da una martellante campagna di promozione comunicativa in ordine ai benefici della privatizzazione e del cosiddetto partenariato pubblico-privato - maggiore qualità, maggiore economicità, maggiori investimenti- che, alla prova dei fatti si sono dimostrati totalmente inconsistenti.

Nel frattempo, il cambiamento realizzatosi con le elezioni politiche dell’aprile 2006 ha portato al governo la coalizione dell’Unione che, nel suo programma contiene il principio del mantenimento nelle mani pubbliche della proprietà e della gestione del servizio idrico integrato. Un importante passaggio, frutto anche della mobilitazione sociale che in questi anni ha reso cultura di massa l’idea dell’acqua come bene comune non mercificabile. Proprio perché tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, le realtà territoriali e le reti nazionali che hanno promosso il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno deciso di darsi e di fornire al Paese uno strumento normativo che disegni il quadro della svolta auspicata: una proposta di legge d’iniziativa popolare con gli obiettivi di tutela della risorsa e della sua qualità, di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, di gestione dello stesso attraverso strumenti di democrazia partecipativa.

Per tali motivi crediamo importante creare anche a Pomezia un comitato locale che oltre a raccogliere firme per questa campagna costituisca un punto di informazione verso tutti i cittadini sulla difficile tematica dell’acqua bene comune.


Info: Andrea - 3395799057 - andrea_35@libero.it | Diego - 3287670740 - dedo_24@inwind.it
http://pomezia.splinder.com

martedì, 16 gennaio 2007,14:22

Eccomi ancora qui a segnalare una notizia tratta dal
 blog di Marco Boschini

che ringrazio:

Qualcuno immagina uno sportello Fa' la cosa giusta! anche nel nostro Comune ? Io si !

Molte volte sentiamo l’aspirazione ad un modo diverso di consumare e vivere, più attento all’ambiente e alle persone, ma non sappiamo da che parte iniziare. Da oggi puoi trovare qualche spunto per iniziare a cambiare allo sportello Fa’ la Cosa Giusta!

Lo sportello ha sede a Trento. Puoi rivolgerti allo sportello anche per telefono o via mail, ma potersi vedere in faccia è ovviamente tutta un’altra cosa… Si rivolge a tutti i consumatori che cercano informazioni su come fare delle scelte concrete per un modo di vivere più rispettoso dell’uomo e dell’ambiente. Ma anche per produttori o commercianti che hanno qualche idea per fare andare l’economia nella stessa direzione, e cercano un aiuto per svilupparla.

Offre informazioni e materiale su comportamenti e prodotti eco-compatibili; ricerca di ditte locali specializzate; incentivi e facilitazioni per chi sostiene l’ambiente (modulistica e scadenze); tecnologie per il risparmio energetico in ambito domestico, convegni, conferenze e corsi; e ancora suggerimenti sulla raccolta differenziata e il riuso; consulenza per la realizzazione di progetti di filiera corta; supporto progettuale per nuove idee.

Se almeno una volta ti sei posto una di queste domande: vorrei ridurre i miei consumi di energia, come faccio ad ottenere informazioni su materiali, ditte e contributi? A chi devo rivolgermi per comperare dei prodotti ecologici per la pulizia della casa ? Esistono dei negozi in provincia di Trento dove acquistare abbigliamento ecologico? Come posso investire i miei risparmi in modo “etico” senza rinunciare ad un rendimento “giusto”?Come posso entrare a far parte di un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS)? Mi conviene davvero installare i pannelli solari? C’è qualcuno che ha provato i pannolini lavabili e che mi può dire come si è trovato? Quando sarà la prossima festa del ri-uso? Quanto mi costa la macchina e come andare al lavoro utilizzando i mezzi pubblici e utilizzando la tariffa più conveniente?”
Lo sportello è aperto il giovedì dalle 10.00 alle 13.00, il venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e il sabato dalle 10.00 alle 13.00. Per informazioni: sportello@trentinoarcobaleno.it

Lo sportello Fa’ la Cosa Giusta! nasce da un’idea di Trentino Arcobaleno, il gruppo che ha realizzato la guida omonima e che ogni anno organizza in novembre a Trento la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che porta lo stesso nome.
Lo Sportello è gestito da Trentino Arcobaleno in collaborazione con Consolida, all’interno del progetto Stilinfo dell’associazione Piazza Grande, co-finanziato dall’Assessorato all’Emigrazione, Solidarietà Internazionale, Sport e pari opportunità della Provincia Autonoma di Trento.

Di sportelli come questo ce ne sono ormai tanti, sparpagliati qua e là in tutto il territorio nazionale. E’ uno strumento concreto e un’opportunità per ricevere informazioni, consigli e suggerimenti per incamminarsi lungo la strada della decrescita felice e della sobrietà. Buon viaggio!
Info: www.trentinoarcobaleno.it

venerdì, 05 gennaio 2007,09:38

E' iniziato un nuovo anno,
e quindi tanti auguri a tutti quelli che leggono queste poche righe.

E' il momento buono per fare qualche consuntivo e guardare avanti verso i cambiamenti che speriamo avvengano nel nostro Comune.

Tanto e' stato fatto,
finalmente a Pomezia si e' cominciato a pensare alla Cultura. Non elenco tutte le iniziative che, piu' o meno pubblicizzate, sono state portate avanti, e con pochi fondi, dalla strabiliante
Alba Rosa, Assessore al Turismo e Cultura nonche' Vicesindaco.

Qualcosa e' cambiato anche a livello di pulizia del territorio. Per la prima volta, durante queste giornate invernali, molti cittadini hanno potuto godere di un arenile finalmente pulito  dalle schifezze che buttiamo in mare e che il mare, giustamente,
ci restituisce. Il servizio di Nettezza Urbana sembra essere un tantino piu'
efficiente del passato...ma tanto lavoro c'e' da fare. Comunque si e' deciso di sperimentare la raccolta differenziata porta a porta, ed e' stato indetto il nuovo bando per l'affidamento del servizio. Il merito va sicuramente all'Assessore Stefano Garzoli, che  pero' ha bisogno dell'aiuto fondamentale di noi cittadini: Non sporchiamo, rispettiamo le regole sul conferimento dei rifiuti, facciamo trionfare il progetto di raccolta porta a porta e tutto sara' piu' facile (e bello!).

Molto si sta facendo nelle Politiche Sociali e Giovanili.  Questo a dimostrazione che mettere le persone giuste al posto giusto  e' sempre un'ottima idea; brava all'Assessore Anna Mirarchi.

...che dire... sono ottimista e fiducioso!
E spero lo siate anche tutti voi.

Un caro saluto,
Gianni.